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sabato 20 ottobre 2012

Segnalazione - Come non detto, Roberto Proia


Non ho letto il libro né visto il film, parlare di coming out tuttavia non è mai male, se non altro aiuta ad esorcizzare la paura. Segnalo pertanto Come non detto, romanzo d’esordio del romano Roberto Proia.



Perché dirlo? Quando dirlo? Come dirlo? Dove dirlo? A chi dirlo? A chi non dirlo? A partire dalla propria esperienza personale, l'autore ha raccolto testimonianze, suggerimenti, tecniche di sopravvivenza e allenamenti mirati per chi ha deciso (e per chi non ancora) di fare il grande passo. Oltre a essere un prezioso libretto di istruzioni per l'uso, questo manuale è un vero e proprio compagno di viaggio e di avventure che ha molto da raccontare. In queste pagine troverete un po' di tutto: dai tips & tricks ai racconti di coming out celebri, dalle citazioni che possono essere d'ispirazione ai piccoli esercizi spirituali per prepararsi serenamente al G-Day, al debutto gay in società. E non mancano ovviamente i consigli per gli etero destinatari della confessione (amici, genitori, coniugi). L'autore - che è anche produttore e sceneggiatore della commedia cinematografica ispirata a questo libro - ci mostra con tanti esempi che il coming out può essere perfino divertente.

Come non detto, Roberto Proia
Pagine:221
Sonzogno
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lunedì 15 ottobre 2012

Teaser monday - Amore a a prima vista



Jonathan uscì dalla stanza con alcune brochure strette nella mano e aspettò fino a quando la porta fu chiusa prima di iniziare a ridere. Non capiva cosa stesse accadendo tra la sua amica e il suo ragazzo, ma sapeva che George la amava. Sinceramente, era sorpreso che ci avesse messo così tanto prima di chiamarla. L'unica incognita, ora, era quanto Kathy avrebbe deciso di farlo soffrire prima di perdonarlo per qualsiasi cosa lui avesse fatto di sbagliato.
Uscì dall'hotel e camminò lungo le strade gremite di New York. E fu in quel momento che la sua vita si capovolse. Beh, tecnicamente fu il suo corpo a capovolgersi quando inciampò scendendo gli scalini della metropolitana. Non si ferì gravemente, ma si slogò un polso, così i paramedici lo portarono all'ospedale per fargli delle lastre. Il dottore confermò che non c'era niente di rotto, mise il polso di Jonathan in un tutore e lo dimise.
Dato che aveva già diciotto anni ed era legalmente un adulto, l'ospedale non era tenuto a chiamare nessuno prima di curarlo, ma lui non aveva voluto che la sua insegnante si preoccupasse, così l'aveva chiamata e le aveva spiegato il tutto. Una volta che la tracolla fu al suo posto, entrò in ascensore per uscire dall'ospedale e tornare in hotel. Non fu una sorpresa quando sbagliò a premere il pulsante e scese al piano sbagliato. Quando si rese conto di essere nel reparto maternità invece che nell'atrio, Jonathan era in piedi di fronte alla nursery, ipnotizzato dall'uomo che vedeva dietro la vetrata.
Lo sconosciuto indossava sopra i vestiti uno dei camici blu dell'ospedale, era seduto su una sedia a dondolo e teneva tra le braccia un neonato avvolto in una coperta blu e rosa a strisce. I suoi capelli erano di un nero intenso, la pelle chiara e i suoi occhi... wow, quegli occhi. Erano bellissimi, di uno scintillante blu scuro che Jonathan non aveva mai visto, né mai immaginato. Sentì di poter annegare in quegli occhi.
Jonathan era immobile nel corridoio dell'ospedale e fissava quell'uomo splendido. Non poteva sentire attraverso il vetro, ma gli sembrava che stesse cantando qualcosa al bambino che cullava tra le braccia. E c'erano lacrime che rigavano quel viso ben definito e perfetto. Jonathan voleva avvicinarsi all'uomo dagli occhi blu, sederglisi in grembo e asciugargli le lacrime. Voleva toccare quei soffici capelli neri, appoggiare la testa contro il suo petto e sentire il suo cuore battere. Voleva prendersi cura di lui per far sì che non piangesse mai più. Il tempo si fermò mentre Jonathan immaginava il proprio futuro con quell'uomo dagli occhi blu.
“Jonathan Doyle! Eccoti qui.”
Jonathan voltò il capo verso l'ascensore e vide la sua insegnante correre verso di lui in preda al panico.
“Hai detto che saresti venuto direttamente in hotel. Quando non sei arrivato, ho chiamato l'ospedale e mi hanno detto che ti avevano dimesso un'ora fa. Grazie a Dio stai bene. Cosa ti è successo stavolta, caro?”
La donna guardò il suo braccio e toccò teneramente l'imbracatura. Jonathan alzò lo sguardo sull'orologio appeso al muro e si rese conto che erano passate tre ore. Gli erano sembrati solo pochi secondi e invece aveva fissato l'uomo dei suoi sogni per tre ore. Quando tornò a guardare attraverso la finestra, lo sconosciuto se n'era andato. Era come se fosse svanito nel nulla. Avvertì una fitta al cuore per quella perdita e il ragazzo faticò a fare entrare aria nei polmoni. Sforzandosi di stare calmo, rispose alla sua insegnante.
“Oh, mi scusi, signora Burns. Non volevo farla preoccupare. Sono sceso al piano sbagliato e ho perso la nozione del tempo.”
“Va tutto bene, caro. Capisco.”
La signora Burns conosceva Jonathan sin dal primo anno, quindi aveva smesso di fargli domande quando si cacciava in situazioni strane. Gli prese il braccio ferito e lo condusse all'ascensore, poi fuori dall'ospedale e nel taxi che li aspettava in strada.
“Kathy ha preparato la tua borsa, Jonathan. Dobbiamo andare subito all'aeroporto per prendere il nostro volo.”
Lui annuì, ma l'unica cosa alla quale riusciva a pensare era quell'uomo dietro il vetro della nursery. L'uomo con quegli stupefacenti occhi blu.
Quando tornò a casa, a Emile City, s'inventò delle scuse per cui avrebbe dovuto trasferirsi a New York dopo il diploma. Le sue ragioni avevano qualcosa a che vedere con il trovare la vocazione nella città dove tutto era possibile ed esplorare la scena musicale visto che lui amava la musica. A chi importava? Erano sciocchezze e Jonathan lo sapeva. Non aveva nessuna vocazione. Non aveva mai avuto un interesse per qualcosa in particolare. Era sempre stato nella media riguardo a qualsiasi argomento o attività.
La verità era che voleva trasferirsi a New York perché era lì che lui viveva. Jonathan voleva incontrare lui. Aveva bisogno di conoscere lui. Quel bell'uomo dagli occhi blu che l'aveva così colpito. Quell'uomo chiaramente etero che aveva un bambino. L'uomo del quale si era innamorato a prima vista.


Amore a prima vista, Cardeno C.
Traduzione: Barbara Cinelli
Dreamspinner Press
Pagine: 225
Cover artist: Paul Richmond

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venerdì 12 ottobre 2012

Cuori affini

Per gli amanti dei romanzi ad ambientazione storica segnalo Cuori affini, della scrittrice Rowan Speedwell, già autrice de Alla ricerca di Zach. Il libro è disponibile per l'acquisto in formato digitale su Amazon e sul sito dell’editore.



L’affascinante mascalzone Tristan Northwood sembra avere tutto: un nome antico, un titolo ereditario, un’amabile moglie, e un figlio che adora. Le donne lo amano, gli uomini lo ammirano, e sembra che non ci sia niente che non possa fare, che sia sedurre una moglie dell’alta società, o vincere una corsa con i carri. La Società non sospetta affatto che il nome non significhi niente per lui, la sua fortuna sia sotto il controllo di suo padre, e che lui non abbia interesse nella moglie tranne per un’amicizia davvero distante. La Società lo annoia, e accetta le sfide perché si sente vivo solo quando si trova sul limite… fino a quando il fratello di sua moglie torna a casa dalla guerra.Charles Mountjoy, decorato eroe di guerra, tira fuori Tris dalla sua disperazione, inspirandogli sentimenti di passione che non aveva mai sospettato di essere in grado di provare.Quasi terrificanti quanto questi sentimenti per Charles sono i segni che Charles potrebbe ricambiare il suo affetto – o anche peggio, che Charles vede l’uomo che Tristan ha cercato così tanto di nascondere al mondo.

Cuori affini, Rowan Speedwell
Traduzione: Martina Volpe
Dreamspinner Press
Pagine: 422
Cover artist: Reese Dante
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martedì 9 ottobre 2012

Teaser monday - Solo una bozza


Guardai l’ora: le due di notte. Decisi di andare a letto, salvai su una chiavetta tutti i dati che avevo raccolto e spensi il portatile. Mi appoggiai allo schienale della sedia e mi stiracchiai. La mattina seguente sarei potuto tornare alla mia amata routine. Ogni giorno uguale al precedente, con solo qualche piccola variazione di tanto in tanto. La mia vita ruotava intorno alla quotidianità e agli elenchi. Erano attaccati al muro, ripiegati nei libri, salvati sul portatile; elenchi di cose da fare, posti da vedere prima di morire, e, naturalmente, schemi o mezzi schemi di possibili libri. Qualche volta mi capitava addirittura di trovarne uno e non ricordare più a cosa si riferisse. Avevo anche un mucchio di liste di possibili viaggi; non ero un viaggiatore, ma mi sarebbe piaciuto diventarlo. E in più li conservavo tutti perché non si può mai sapere. Mi si potrebbe definire un maniaco degli elenchi, in un certo senso.
La mia routine quotidiana era impressa a lettere di fuoco nel mio cervello:
sveglia (importante)
stretching
controllo di mail e messaggi
colazione
telegiornale del mattino (ma non troppo per non rovinarsi la giornata)
palestra (ogni giorno della settimana aveva la sua lista di esercizi)
scrittura fino a…
pranzo
navigazione in Internet, generalmente porno
cardio-fitness
scrittura
un po’ di TV
cena
scrittura
caffè
chat online
preparazione per la notte
sega.
Queste erano le mie giornate: tranquille e definite, delle gran boccate d’aria. Curtis naturalmente saltava fuori di tanto in tanto, ma riuscivo a inserirlo nella routine. Ecco perché lui era perfetto per me: si amalgamava bene con la mia vita. L’ho già detto che si amalgamava?
Tuttavia qualche volta, e più spesso in quel particolare momento della mia vita, sdraiato, di notte, da solo sul letto (Curtis raramente dormiva da me) mi chiedevo in che modo la mia vita sarebbe stata diversa se avessi avuto accanto persone diverse in un posto diverso. Magari accanto a Brock Kimble nel suo vestito perfetto, e magari in un luogo dove non ero mai stato. Ero caduto vittima di un cliché.
Ognuno di noi ha visto almeno uno di quei film – generalmente una commedia rosa ambientata in un liceo o un college – in cui, quando un personaggio particolarmente affascinante appare sulla scena, le luci si abbassano, la musica diventa sdolcinata e, a seconda del livello della sceneggiatura, agli altri personaggi si forma un filo di bava all’angolo della bocca. Il personaggio in questione fa il suo ingresso in mensa o in biblioteca, la musica parte e tutti i presenti, ma in modo particolare il protagonista, rimangono senza parole – anzi, lobotomizzati - di fronte alla sua evidente sensualità e alla sua natura ultraterrena. La vita, siamo indotti a pensare, non era nulla prima di tale divino evento.
Tuttavia, noi poveri spettatori siamo, almeno all’inizio, tenuti all’oscuro delle complicazioni che l’avvento di una tale bellezza porterà con sé.
E delle complicazioni devono esserci, altrimenti non ci sarebbe storia. Né vita. Né botteghino. Quali rocambolesche e incredibili avventure dovrà superare il nostro eroe per conquistare il ragazzo o la ragazza dei suoi sogni? E ne sarà valsa la pena? Ecco la domanda chiave: ne vale la pena? Perché, se la risposta è ancora sì dopo tutte le scene imbarazzanti, le battutacce sulle scoregge e le freddure, se alla fine siamo veramente affezionati a questi personaggi innaturali e stereotipati, allora arriviamo a perdonare qualsiasi incongruenza possa esserci nella storia. Ognuno di noi in fondo sta solo cercando di trascorrere qualche momento di tranquillità; nessuno si aspetta che una commedia rosa cambi la sua vita.
Logan Brandish. Ecco il mio vero nome. Con un nome del genere ero indubbiamente destinato a diventare uno scrittore, e sono anche abbastanza conosciuto. Sono persino stato capace di ricavare un discreto gruzzolo da quella che, a suo tempo, era sembrata una discutibile scelta professionale. Nonostante le mie vendite siano calate, ho comunque abbastanza successo da farmi offrire pranzi nei locali di grido dal mio editore, la Hillside Books. Specialmente quando vogliono che incontri un nuovo editor.
Bene, adesso che abbiamo finito con le presentazioni, ecco la mia storia.

Solo una bozza, Eric Arvin
Traduzione: Claudia Milani
Dreamspinner Press
Pagine: 190
Cover artist: Anne Cain

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mercoledì 3 ottobre 2012

Prossime uscite - Un assaggio d'amore


Inizio il mio intervento su Men’s Tales segnalando la prossima pubblicazione di Un assaggio d’amore, dello scrittore Andrew Grey.
Il romanzo è il primo di una trilogia di volumi autoconclusivi ambientati nel mondo della ristorazione.



Il servizio del pranzo al ristorante di Darryl Hansen, il Café Belgie, sta diventando troppo difficile da gestire per un uomo solo e Billy Weaver è un ragazzo in cerca di un lavoro—qualsiasi lavoro—per aiutare la sua famiglia. Billy riesce a guadagnarsi il rispetto di Darryl con la sua sincerità e la sua dedizione al lavoro. Gli sguardi di ammirazione del giovane, però, riportano alla luce il dolore e la vergogna del passato di Darryl.
Fino a quando Darryl non scopre il segreto di Billy, il giovane soffre in silenzio: suo padre è morto lasciandolo da solo con due fratelli di cinque anni. Darryl porta Billy e i bambini al ristorante, dove affronteranno insieme il ricco menu di difficoltà del loro futuro… mentre Davey, Donnie e Billy si fanno strada nel cuore di Darryl.

Il libro sarà disponibile dal 16 ottobre in formato digitale su Amazon e nel sito dell'editore. Speriamo in una buona traduzione.

Un assaggio d’amore, Andrew Grey
Traduzione Laura di Beradino
Dreamspinner Press
Pagine: 200
Cover artist: Reese Dante



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